Multivitaminico vegano: 6 attivi che la formula deve coprire

La dieta vegana è sana ma espone a punti ciechi precisi. Ecco la check-list completa per scegliere un multivitaminico vegano davvero protettivo.

Una dieta vegana ben condotta è tra le più protettive contro le malattie cardio-metaboliche. Mal condotta, espone a sei carenze precise. Un buon multivitaminico vegano le copre tutte.

Un multivitaminico vegano deve coprire sei attivi a rischio: vitamina B12 (metilcobalamina, imprescindibile), ferro (integrato separatamente), zinco, iodio, vitamina D3 di origine lichene e omega-3 EPA/DHA da microalghe. Verifica anche la capsula (HPMC o pullulano, senza gelatina) e l'assenza di lanolina o cera d'api.

6 attivi a rischio nel multivitaminico vegano
AttivoPerché criticoNel multi?
Vitamina B12 (metilcobalamina)Assente nel regno vegetaleSì, indispensabile
FerroBassa biodisponibilità vegetaleSeparato dopo test ferritina
ZincoFitati riducono assorbimentoSì (citrato/bisglicinato)
IodoNiente pesce/latte/uovaSì (50, 150 µg)
Vitamina D3 (licheni)Carenza invernale universaleSì (D3 da licheni)
Omega-3 EPA/DHAConversione ALA <10%Separato (microalghe)

1. Vitamina B12 (metilcobalamina)

La B12 non esiste nel regno vegetale (a parte le alghe nori e la clorella, a dose aneddotica e discussa). L'integrazione è obbligatoria nell'adulto vegano stretto. Forma da privilegiare: metilcobalamina almeno 2,5 µg nel multi, più un'integrazione sublinguale di 1000 µg/settimana come complemento.

2. Ferro (separatamente dal multi)

Il ferro vegetale (non eme) si assorbe solo al 2-10% (contro il 15-35% del ferro eme animale). Lo stato annuale della ferritina è cruciale per i vegani. L'integrazione si fa separatamente dal multi (ossidazione delle altre vitamine).

3. Zinco

I fitati di legumi e cereali integrali riducono l'assorbimento dello zinco. Ammollo e germinazione aiutano. Un multivitaminico con 10 mg di zinco bisglicinato o citrato copre i VNR.

4. Iodio

Senza pesce, latte o uova, lo iodio diventa un grande punto cieco. Sale iodato, alghe (con moderazione, rischio inverso di sovradosaggio) o un multivitaminico che apporta 50-150 µg di iodio.

5. Vitamina D3

Alle nostre latitudini la carenza è quasi universale. Privilegiare la D3 di origine lichene (Cladonia rangiferina) per restare coerenti col veganismo.

6. Omega-3 EPA/DHA (separatamente)

I semi di lino/chia apportano il precursore ALA ma la conversione in EPA/DHA è solo del 5-10%. Un integratore di EPA/DHA di origine microalga risolve il punto cieco.

Come verificare che un multivitaminico sia davvero vegano?

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Domande frequenti

Quali nutrienti deve coprire un multivitaminico vegano?

Sei principi a rischio: vitamina B12 (metilcobalamina, indispensabile), ferro (a parte), zinco, iodio, vitamina D3 da lichene e omega-3 EPA/DHA da microalghe. Verifica anche la capsula (HPMC o pullulan) e l'assenza di lanolina o cera d'api.

La B12 è obbligatoria per i vegani?

Sì. La B12 non esiste nel regno vegetale a dosi utili. L'integrazione è indispensabile per i vegani stretti: metilcobalamina 2,5 µg nel multi, integrata da 1000 µg sublinguali a settimana.

Come verificare che un multivitaminico sia davvero vegano?

Capsula HPMC o pullulan (niente gelatina), vitamina D3 da lichene (niente lanolina ovina), assenza di cera d'api negli eccipienti e idealmente un marchio V-Label o Vegan Society.