I dati essenziali
- Il metodo a mano: se il battito è ritmico si contano le pulsazioni in trenta secondi e si moltiplica per due, sul polso (arteria radiale) o sul collo (carotide). 1
- 60-100 battiti al minuto: intervallo indicato per la frequenza cardiaca a riposo; sotto 60 si parla di bradicardia, sopra 100 di tachicardia. 1
- L'elettrocardiogramma (ECG) è lo strumento principale per misurare la frequenza cardiaca in ambito cardiologico. 2
- In una revisione di 272 articoli su 216 dispositivi di monitoraggio a distanza, la fotopletismografia (luce sulla pelle) era usata nel 50,3% delle tecnologie. 4
Come si misura il battito a mano?
Il metodo più semplice non richiede alcuno strumento: si percepiscono le pulsazioni di un'arteria con la punta delle dita. Humanitas descrive due punti. Il polso radiale si trova sul lato interno del polso, vicino al pollice. Il polso carotideo si cerca sul lato del collo, sotto la mandibola, premendo leggermente con indice, medio e anulare 1. Quello della carotide è indicato anche come il metodo più semplice per percepire le pulsazioni 2.
- Siediti e appoggia il braccio. Tieni la mano rilassata, con il palmo rivolto verso l'alto.
- Trova il polso. Appoggia la punta di indice, medio e anulare sul lato interno del polso, vicino al pollice 1.
- Premi con delicatezza. Basta una pressione leggera: Humanitas parla di premere leggermente per la carotide 1.
- Conta per trenta secondi. Guarda un orologio con la lancetta dei secondi, oppure usa il timer del telefono, e conta le pulsazioni.
- Moltiplica per due. Il risultato è il numero di battiti al minuto, valido se il ritmo è regolare 1.
Un esempio: se in trenta secondi conti 36 pulsazioni, il calcolo è 36 x 2 = 72 battiti al minuto. Se i battiti non sono regolari, il conto in trenta secondi può essere poco affidabile: la fonte lo indica solo per il battito ritmico 1. In quel caso parlane con il medico.
Come leggo il risultato?
Per un valore a riposo Humanitas indica un intervallo normale da un minimo di 60 a un massimo di 100 battiti al minuto. Sotto la soglia minima si parla di bradicardia, sopra la soglia massima di tachicardia 13. Questi termini descrivono un numero: da soli non dicono se c'è un problema.
| Valore a riposo | Termine | Che cosa significa |
|---|---|---|
| Sotto 60 battiti al minuto | Bradicardia | Un valore inferiore alla soglia minima 13. |
| Da 60 a 100 battiti al minuto | Intervallo normale | Intervallo considerato normale a riposo 123. |
| Sopra 100 battiti al minuto | Tachicardia | Un valore superiore alla soglia massima 13. |
Fonte: Humanitas. Valori a riposo per età e sesso: vedi la guida sulla frequenza cardiaca normale.
Il numero cambia nel corso della giornata. Secondo Humanitas condizioni come l'attività fisica o il sonno possono alterare temporaneamente la frequenza cardiaca 2. Una misura fatta subito dopo una rampa di scale e una fatta al mattino da fermo non sono confrontabili.
La stessa fonte segnala che nelle persone sopra i 65 anni una diminuzione significativa della frequenza cardiaca può richiedere maggiore attenzione 2. Se ti accorgi che il tuo battito a riposo è sceso o salito in modo netto rispetto al solito, il passo giusto è parlarne con il medico, non cercare una spiegazione da soli.
Come rendere confrontabili le misure nel tempo?
Se vuoi osservare come cambia il tuo battito nelle settimane, il numero singolo conta meno della coerenza. Non esiste una regola ufficiale che abbiamo letto: quella che segue è una nostra indicazione di metodo, pensata per ridurre le differenze dovute alla situazione.
- Misura sempre nelle stesse condizioni, per esempio seduto e a riposo.
- Scegli un momento fisso della giornata e annotalo, perché sonno e attività fisica alterano il valore 2.
- Usa sempre lo stesso metodo: se oggi conti a mano, non confrontare il risultato con quello di un sensore ottico di ieri.
- Annota la situazione (dopo il sonno, dopo un pasto, dopo uno sforzo): un valore senza contesto dice poco.
Su tempi lunghi, ciò che interessa è la tendenza: una serie di valori nelle stesse condizioni mostra se il tuo battito a riposo si sposta, mentre una singola misura può essere fuori norma per ragioni del tutto temporanee.
Che cosa misurano un ECG, un cardiofrequenzimetro e un sensore al polso?
Tre strumenti rispondono a domande diverse. Humanitas indica l'ECG come strumento principale per la misura della frequenza cardiaca in cardiologia e ne sottolinea il valore per individuare anomalie nella conduzione dell'impulso elettrico 2. La palpazione, invece, dà una stima. Un sensore al polso sta nel mezzo: è comodo e continuo, ma non è un esame.
| Metodo | Che cosa misura | Che cosa non misura |
|---|---|---|
| Palpazione con le dita | Il numero di pulsazioni al minuto, se il ritmo è regolare 1 | Non registra l'attività elettrica del cuore: è una stima, non un esame. |
| ECG in ambulatorio | Registra graficamente l'attività cardiaca; è lo strumento principale in cardiologia 2 | Si fa con personale sanitario; una visita cardiologica e l'ECG sono la base per valutare il cuore 2. |
| Sensore ottico al polso (braccialetto, orologio) | Il battito dalla luce riflessa dalla pelle, in modo continuo 5 | Non è un ECG e non fa diagnosi; l'accuratezza può variare, per esempio con il tono della pelle 5. |
Fonti: Humanitas 12; revisione sistematica sui dispositivi da polso 5.
Cardiofrequenzimetro da polso o fascia toracica: quale è più affidabile?
Tra le fonti che abbiamo letto nessuna confronta in modo diretto la fascia al torace e il sensore al polso, e per questo non indichiamo un vincitore. Quello che possiamo riportare riguarda i sensori al polso.
- Una revisione sistematica del 2023 ha censito 272 articoli su 322.886 persone e 216 dispositivi diversi: il 50,3% delle tecnologie usava la fotopletismografia e il 41,8% dei dispositivi si portava al polso 4.
- Dei nove dispositivi citati in più di tre articoli, gli autori riferiscono che tutti erano sufficientemente accurati e sei sufficientemente precisi 4.
- Una seconda revisione sul tono della pelle ha trovato in quattro studi su dieci una minore accuratezza nelle persone con pelle più scura, in quattro nessun effetto e in due risultati misti: le prove restano preliminari 5.
La conseguenza pratica è prudente: tratta il valore del polso come un indicatore, non come un risultato di laboratorio. Se un numero ti preoccupa, verificalo a mano con il metodo descritto sopra e, se resta il dubbio, parlane con il medico.
E la variabilità del battito (HRV)?
Il battito non è un metronomo: gli intervalli tra un battito e l'altro non sono mai identici. L'Istituto Superiore di Sanità spiega che stimoli chimici e pressori agiscono sul nodo del seno e producono oscillazioni da battito a battito, per cui gli intervalli RR non sono mai uguali 6. Questa variabilità si chiama HRV.
A mano non puoi misurarla: richiede una registrazione degli intervalli tra i battiti. Per i valori di riferimento e i limiti dei sensori, leggi la guida su HRV e valori normali.
Quando rivolgersi a un professionista sanitario
Misurare il battito non è una visita. Parlane con il medico di famiglia o con un cardiologo se:
- avverti dolore al petto, cardiopalmo (palpitazioni), fiato corto o un episodio di svenimento: sono i segnali per cui Humanitas indica di rivolgersi a uno specialista 1;
- il tuo battito a riposo cambia in modo netto rispetto al solito, soprattutto dopo i 65 anni 2;
- i battiti che senti non sono regolari o hai un dubbio sulla salute del tuo cuore: in questi casi Humanitas ricorda che è sempre bene sottoporli all'attenzione medica 1.
In caso di pericolo di vita chiama il 112. Fuori dagli orari del medico di famiglia puoi rivolgerti alla guardia medica (continuità assistenziale).
Domande frequenti
Come si misura il battito cardiaco?
A mano, appoggiando indice, medio e anulare sul polso (lato pollice) o sul collo (carotide). Se il ritmo è regolare si contano le pulsazioni per trenta secondi e si moltiplica per due 1.
Dove si sente il battito sul polso?
Sul lato interno del polso, vicino al pollice, dove passa l'arteria radiale 1.
Quanti battiti al minuto sono normali?
Humanitas indica un intervallo normale a riposo da 60 a 100 battiti al minuto; sotto 60 si parla di bradicardia, sopra 100 di tachicardia 13.
Come si calcola il battito in trenta secondi?
Si moltiplica per due il numero di pulsazioni contate. Esempio: 36 pulsazioni in 30 secondi danno 36 x 2 = 72 battiti al minuto 1.
Il cardiofrequenzimetro da polso è affidabile?
Dipende. Una revisione del 2023 ha trovato che i nove dispositivi più citati erano sufficientemente accurati secondo gli autori 4, ma un'altra revisione segnala che l'accuratezza al polso può ridursi in alcune persone con pelle più scura, con prove ancora preliminari 5. Non è un ECG.
Meglio la fascia toracica o il polso?
Nelle fonti che abbiamo letto non c'è un confronto diretto, quindi non indichiamo un vincitore. Se un valore ti sembra strano, ricontrollalo a mano.
Un orologio o un braccialetto fa diagnosi?
No. Un sensore ottico fornisce un indicatore del battito; l'ECG, eseguito con personale sanitario, resta lo strumento principale in cardiologia 2.
Quando misurare il battito a riposo?
Scegli un momento fisso e le stesse condizioni, per esempio seduto e a riposo, perché sonno e attività fisica alterano temporaneamente il valore 2. È un'indicazione di metodo nostra, non una regola ufficiale.
Fonti
- Cuore: le strategie di prevenzione e l'infarto, Humanitas. Consultato il 16 ottobre 2026. Pubblicato il 7 giugno 2021.
- Elettrocardiogramma: quando la frequenza cardiaca è normale?, Humanitas. Consultato il 16 ottobre 2026. Pubblicato il 5 luglio 2024.
- Tachicardia e bradicardia: differenze e sintomi, Humanitas. Consultato il 16 ottobre 2026. Pubblicato il 26 marzo 2025.
- Remote monitoring technologies for measuring cardiovascular functions in community-dwelling adults: a systematic review (Lu et al.), Geroscience 2023, PubMed (PMID 37204639). Consultato il 16 ottobre 2026
- Accuracy of heart rate measurement with wrist-worn wearable devices in various skin tones: a systematic review (Koerber et al.), 2023, PubMed (PMID 36376641). Consultato il 16 ottobre 2026
- Rapporti ISTISAN 04/1, Istituto Superiore di Sanità. Consultato il 16 ottobre 2026