I dati essenziali
- Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso, salve le eccezioni dell'art. 97 della legge 633/1941 (art. 96). 1
- Il Garante per la protezione dei dati personali consiglia di pubblicare immagini di altre persone solo con il loro consenso e di ricordare che dopo la pubblicazione può essere molto difficile eliminare foto o filmati. 4
- Le linee guida IFLA tradotte dall'AIB nel 2003 indicano che carpette e buste in PVC non devono mai essere usate per le fotografie e che i materiali di conservazione dovrebbero superare il Photographic Activity Test. 5
- Le stesse linee guida segnalano che la conservazione orizzontale delle fotografie è in genere preferibile a quella verticale, perché evita l'incurvatura. 5
Cos'è una capsula del tempo e a cosa serve in famiglia?
Una capsula del tempo è un contenitore in cui si mettono oggetti, foto e una lettera da aprire in una data futura. Per questa pagina non abbiamo letto una definizione ufficiale né fonti sui casi storici, quindi la presentiamo per quello che serve in famiglia: fissare com'è oggi, per qualcuno che vorrà saperlo più avanti.
Può essere una scatola di scarpe o una cassetta, per i figli, per i nipoti o per te. Un compleanno, un matrimonio, un trasloco, l'arrivo in una casa nuova sono occasioni possibili. Si può anche fare in digitale, con file e messaggi, oppure unire le due forme.
- Scegli il contenitore. Una scatola o una cassetta che si chiuda bene e che tu riesca a ritrovare.
- Riempi con oggetti che dicono l'oggi. Usa l'inventario della sezione successiva.
- Scrivi la lettera. A chi la aprirà, con la data in alto.
- Chiudi e scegli la data. Decidi quando si apre e scrivila fuori, sull'agenda e su un foglio a parte.
- Dillo a qualcuno. Almeno una persona deve sapere che la capsula esiste e dove si trova.
Se la capsula è parte di un progetto più ampio, per esempio una raccolta di ricordi di famiglia, il punto di partenza può essere Scrivere la storia della propria vita.
Cosa metterci e cosa lasciare fuori?
Non abbiamo letto una fonte italiana su cosa si mette in una capsula, quindi l'inventario che segue è una proposta di lavoro. L'idea è scegliere oggetti che raccontano il presente, quelli che tra vent'anni non saranno più ovvi: una ricevuta del supermercato, un biglietto del cinema, la foto della cucina.
| Oggetto | Perché metterlo | Rischio di deterioramento | Alternativa |
|---|---|---|---|
| Foto stampata | Mostra volti, luoghi e abiti di oggi. | Le linee guida di biblioteca indicano che le buste in PVC non vanno mai usate 5. | Una copia digitale tenuta altrove. |
| Ritaglio di giornale o volantino | Dice che cosa succedeva e cosa costava. | La carta può ingiallire e rompersi. | Una fotografia del ritaglio. |
| Lettera scritta a mano | Porta la tua voce e la tua calligrafia. | L'inchiostro può macchiare: usa una penna che non sbava. | Una copia scansionata. |
| Disegno di un bambino | Mostra come un bambino vede il mondo. | I colori possono sbiadire. | Una foto del disegno. |
| Oggetto d'uso quotidiano | Racconta cosa si usava, per esempio una chiave o un biglietto. | L'umidità può far arrugginire il metallo. | Una foto con una didascalia. |
| Supporto digitale | Contiene foto, video e audio. | Un supporto può rompersi o non essere più leggibile. | Più copie in luoghi diversi. |
Elaborazione propria. Nessuna fonte è stata letta su materiali, batterie o durate dei supporti digitali: per questo non diamo cifre.
Cosa lasciare fuori? Non mettere cibo, liquidi o altro che possa rovinare il resto, e non mettere oggetti con batterie. Sono consigli di buon senso, non di una fonte. Se dubiti di un oggetto, fotografalo e metti la foto.
Un'altra cosa da non mettere sono i segreti di altre persone. Una lettera è un testo personale: se contiene memorie confidenziali o relative all'intimità della vita privata, la legge sul diritto d'autore (art. 93, che riguarda chi pubblica lo scritto, non le persone nominate) richiede il consenso dell'autore per pubblicarle, e dopo la morte quello di coniuge e figli 3. La capsula resta in famiglia, ma conviene scrivere sapendo che qualcuno la leggerà; i segreti di altre persone è meglio non metterli (consiglio nostro).
Che contenitore scegliere e dove metterlo?
Su materiali, impermeabilità e interramento non abbiamo letto fonti italiane. Non scriviamo quindi quali materiali usare per un contenitore sotterrato, né se serva un permesso per interrare su suolo pubblico o altrui: sono regole locali e non le abbiamo verificate. Se pensi di interrare qualcosa, informati prima presso il tuo Comune.
Per una capsula da tenere in casa, il criterio è semplice: un posto asciutto, lontano da fonti di calore e di luce diretta, che tu riesca a ritrovare. Un armadio, una cassapanca, uno scaffale alto. Sono consigli di buon senso, non di una fonte. Per le fotografie esistono linee guida di biblioteca: le fotografie, ben collocate in cartelle, raccoglitori o buste, si possono tenere in scatole di qualità d'archivio, e la conservazione orizzontale è in genere preferibile a quella verticale perché evita l'incurvatura 5.
Sono indicazioni per le biblioteche (AIB, 2003), non obblighi per chi ha una scatola in casa. I dettagli sono in Libro dei ricordi fai da te.
Scrivi sulla scatola la data di apertura e il nome di chi l'ha chiusa. Poi tieni un foglio a parte, in un altro posto, con la stessa informazione: se perdi la scatola, quel foglio ti ricorda che esiste.
Come si fa una capsula digitale?
Una capsula digitale è una cartella di file: foto, video, un messaggio vocale, un documento. È comoda, perché non pesa e si copia. Ma sulla durata dei supporti digitali non abbiamo fonti italiane attuali, e non diciamo quanto un file resta leggibile.
La versione digitale può affiancare quella fisica. Una lettera scritta a mano ha un valore diverso, ma è una scelta personale. Un modo equilibrato è fare una capsula fisica con pochi oggetti e una lettera, e una cartella digitale con le foto, tenuta in più posti.
Cosa si scrive nella lettera?
Per noi la lettera è la parte centrale: trasforma una scatola di oggetti in un racconto. Scrivi a chi la aprirà, che sia te stesso, i tuoi figli o i futuri abitanti della casa, e metti la data in alto. I dieci avvii di frase che seguono sono uno strumento di lavoro nostro.
- Quando leggerai questa lettera, io sarò...
- Oggi è..., e fuori c'è...
- In questo momento vivo a...
- Una mia giornata è fatta così:...
- Quello che mi preoccupa di più adesso è...
- Questo cibo, questa musica e queste notizie sono di questo anno:...
- Spero che tu...
- Una cosa che voglio che tu sappia è...
- Se mi guardo indietro, penso che...
- Per concludere:...
Se scrivi a mano, la tua calligrafia diventa parte del ricordo. Metti la lettera in una busta e scrivi fuori la data di apertura. Per le domande da fare a chi vorrai ritrovare, guarda Domande da fare ai nonni: molte funzionano anche come domande a se stessi tra vent'anni.
Se nella lettera citi altre persone, scrivi con la delicatezza che useresti se fossero presenti. Se metti foto, il Garante consiglia di pubblicare immagini di altre persone solo con il loro consenso 4; il ritratto di una persona non si espone né si riproduce senza il suo consenso, salve le eccezioni di legge 12.
Quando si apre e chi la riapre?
La data di apertura la scegli tu. Non abbiamo una fonte che indichi un numero di anni consigliato, quindi la tabella è un calcolo di esempio con il 2026 come anno di partenza. Un criterio è l'età di chi la aprirà: se vuoi che un bambino di oggi la apra da adulto, calcola l'età che avrà.
| Anni di attesa | Calcolo | Si apre nel | Per chi |
|---|---|---|---|
| 10 | 2026 + 10 | 2036 | Per te, o per i figli che saranno adolescenti. |
| 25 | 2026 + 25 | 2051 | Per una generazione successiva della famiglia. |
| 50 | 2026 + 50 | 2076 | Per i nipoti o per chi vivrà nella casa. |
Elaborazione propria. Nessuna fonte consiglia un numero di anni.
Chi la riapre? Il rischio è che nessuno se lo ricordi. Scrivi la data sull'agenda, sul contenitore e su un foglio a parte, e dillo ad almeno un familiare. Se nel frattempo vuoi aggiungere qualcosa, apri la capsula e richiudila con una nuova data.
Quando la apri, vale la pena farne un momento: leggere le lettere ad alta voce, guardare gli oggetti, confrontare con l'oggi. E poi, magari, mettere in un libro quello che avete trovato: Libro dei ricordi fai da te spiega come.
Domande frequenti
Cos'è una capsula del tempo?
Un contenitore con oggetti, foto e una lettera da aprire in una data futura. In famiglia serve a fissare com'è oggi, per qualcuno che vorrà saperlo più avanti.
Come si fa una capsula del tempo fai da te?
In cinque passi: scegli il contenitore, riempilo con oggetti che dicono l'oggi, scrivi la lettera, chiudi e scegli la data di apertura, dillo ad almeno una persona. L'inventario e gli avvii di frase sono elaborazioni nostre.
Per quali occasioni si fa una capsula del tempo di famiglia?
Un compleanno, un matrimonio, un trasloco, l'arrivo in una casa nuova sono occasioni possibili. Può essere per i figli, per i nipoti o per te, in forma fisica, digitale o mista.
Cosa si mette in una capsula del tempo?
Oggetti che raccontano il presente: foto, un ritaglio di giornale, una lettera, un disegno, un oggetto d'uso quotidiano. L'inventario è una proposta di lavoro.
Cosa si scrive nella lettera di una capsula del tempo?
Scrivi a chi la aprirà, con la data in alto. Gli avvii di frase, come «Oggi è...» o «Spero che tu...», aiutano a cominciare.
Come si fa una capsula del tempo digitale?
Con una cartella di file e un testo che spiega il contenuto, copie su supporti e in luoghi diversi e un controllo ogni anno. Sulla durata dei supporti digitali non abbiamo fonti.
Si può interrare una capsula del tempo?
Non abbiamo letto fonti su materiali, interramento o permessi, quindi non diamo indicazioni. Se vuoi interrarla, informati prima presso il tuo Comune.
Quando si apre una capsula del tempo?
Lo decidi tu. Nell'esempio, chiusa nel 2026, una capsula da 10 anni si apre nel 2036, una da 25 nel 2051, una da 50 nel 2076.
Come conservo le foto in una capsula del tempo?
Le linee guida di biblioteca tradotte dall'AIB indicano che le buste in PVC non vanno mai usate e che la conservazione orizzontale è in genere preferibile 5. Sono indicazioni per le biblioteche, non obblighi.
Posso mettere foto di altre persone?
Il ritratto di una persona non si espone né si riproduce senza il suo consenso, salve le eccezioni di legge 1. Chiedi a chi compare nelle foto, soprattutto se la capsula esce dalla famiglia.
Fonti
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 96, Normattiva, testo vigente (atto aggiornato al 12 giugno 2026). Consultato il 19 ottobre 2026
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 97, Normattiva, testo vigente (atto aggiornato al 12 giugno 2026). Consultato il 19 ottobre 2026
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 93, Normattiva, testo vigente (atto aggiornato al 12 giugno 2026). Consultato il 19 ottobre 2026
- Consigli per tutelare la tua privacy se metti immagini online, Garante per la protezione dei dati personali, scheda del novembre 2020. Consultato il 19 ottobre 2026. Scheda divulgativa, non una norma.
- Linee guida sulla conservazione del materiale fotografico, AIB, traduzione italiana del gennaio 2003 delle linee guida IFLA. Consultato il 19 ottobre 2026. Fonte datata e di ambito biblioteche: linea guida, non obbligo.