I dati essenziali
- Il Garante per la protezione dei dati personali consiglia di pubblicare immagini di altre persone solo con il loro consenso e di mettere tag con i nomi solo se si è sicuri che siano d'accordo. 2
- Secondo le FAQ del Garante su scuola e privacy, le riprese fatte dai genitori durante recite e gite sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale; serve attenzione se si pubblicano su Internet e sui social. 1
- La legge sul diritto d'autore (L. 633/1941, art. 93) richiede il consenso dell'autore per pubblicare memorie familiari e personali confidenziali o relative all'intimità della vita privata; dopo la morte occorre quello del coniuge e dei figli. 3
Perché conviene chiederlo adesso e come si comincia?
Un ricordo che nessuno ha scritto resta nella testa di una sola persona. Un nome, una ricetta, il soprannome di uno zio: se non lo chiedi, rischi di non saperlo mai più. Intervistare un nonno non richiede attrezzatura né preparazione particolare. Richiede tempo, un luogo tranquillo e un po' di curiosità.
Conviene cominciare con una seduta breve. Mezz'ora è sufficiente: un nonno stanco può faticare a raccontare, e non vuoi che l'intervista diventi un obbligo. Meglio quattro incontri brevi di uno solo lungo. Prima di partire, di' al nonno quale tema affronterete e perché lo fai: per un libro di famiglia, per i nipoti, per te.
- Scegli un tema. Uno solo per seduta: infanzia, scuola, casa, lavoro, feste o periodi duri.
- Chiedi il permesso. Spiega a che cosa serve l'intervista e chiedi se puoi registrare o prendere appunti.
- Parti dalle domande leggere. Le domande facili mettono a proprio agio e riportano alla mente dettagli.
- Ascolta senza correggere. Se il nonno sbaglia una data, annotala e verificala dopo.
- Chiudi con una domanda leggera. Termina con un ricordo piacevole, così l'incontro finisce bene.
La guida è pensata per i nonni, ma può servire anche con genitori, zii e vicini di casa. Se invece vuoi scrivere tu la tua storia, parti da Scrivere la storia della propria vita.
Quali domande sull'infanzia e sulla scuola?
Infanzia e scuola sono il punto di partenza naturale: sono ricordi lontani, che possono essere vivi e piacevoli. Le trentadue domande sono un'elaborazione nostra, non tratte da una fonte. Il grado a fianco di ogni domanda è una nostra scala di lavoro: leggera, media o delicata. Non è un dato, serve a decidere l'ordine.
- Dove sei nato e com'era la casa in cui sei cresciuto? (leggera)
- Chi abitava con voi, e come si stava a tavola? (leggera)
- Con quali giochi giocavi, e con chi? (leggera)
- Hai un soprannome da bambino? Chi te lo ha dato? (leggera)
- Com'era la strada o il cortile dove giocavi? (leggera)
- Come andavi a scuola e che cosa portavi nella cartella? (leggera)
- Quale maestro o maestra ti è rimasto in mente, e perché? (media)
- Qual è stata la tua più grande paura da bambino? (media)
Nelle domande sulla scuola, lascia spazio a risposte brevi. Alcuni nonni hanno frequentato la scuola per pochi anni, e un ricordo di fatica o di vergogna non va forzato. Se noti che il tono cambia, torna a un'immagine concreta: la strada, la cartella, un compagno di banco.
Quali domande sul lavoro, sulla casa e sulle feste?
Quando il racconto è avviato, si può passare alla vita adulta. Lavoro, casa e feste sono temi concreti: fanno emergere oggetti, luoghi e gesti, che sono buona materia per un libro di famiglia.
- Qual è stato il tuo primo lavoro e come lo hai trovato? (leggera)
- Com'era una tua giornata di lavoro, dal mattino alla sera? (leggera)
- Che cosa sapevi fare meglio degli altri? (leggera)
- Quale collega o capo ricordi di più? (media)
- Qual è stato il momento più difficile sul lavoro? (delicata)
- Come hai conosciuto la nonna o il nonno? (leggera)
- Come hai scelto la casa in cui hai vissuto più a lungo? (leggera)
- Che cosa si cucinava a Natale e a Pasqua, e chi cucinava? (leggera)
Per le ricette di famiglia, chiedi quantità e gesti, non solo ingredienti: «Quanta farina?» può avere come risposta «quanta ne serve». Annota le parole esatte, perché sono parte del ricordo. Quelle ricette possono diventare un capitolo del libro, come spiega Libro dei ricordi fai da te.
Come si parla della guerra e dei periodi duri senza forzare?
Alcuni nonni hanno vissuto periodi difficili: la guerra, la povertà, un'emigrazione. Possono essere ricordi che nessuno ha mai domandato, e per questo preziosi; possono anche far male. Per questo vanno chiesti dopo gli altri, e solo se il nonno ha voglia di parlarne.
Qui non riportiamo date, numeri o fatti storici sulla guerra, perché per questa pagina non abbiamo letto fonti dell'Istituto centrale per gli archivi o degli Archivi di Stato. Qui ci interessa il ricordo familiare, non la storia ufficiale. Se vuoi inquadrare un episodio, cerca un riferimento storico affidabile e confrontalo con quello che ti viene raccontato.
- Che cosa ricordi di quegli anni a casa tua? (delicata)
- Che cosa si mangiava quando c'era poco? (media)
- Chi ti ha aiutato nei momenti difficili? (media)
- C'è una persona che vorresti ricordare in modo particolare? (delicata)
- C'è qualcosa che non hai mai raccontato e che vorresti lasciare? (delicata)
- Che cosa ti ha dato la forza di andare avanti? (delicata)
- Come è cambiata la vita dopo quel periodo? (media)
- Che cosa vorresti che i tuoi nipoti sapessero di quel tempo? (media)
Quali altre domande, e come si scelgono?
Oltre ai temi precedenti, due ambiti completano il quadro: le relazioni e il pensiero sul presente. Sono domande che portano il nonno dal ricordo al giudizio, e possono dare le frasi più belle del libro.
- Quale consiglio hai ricevuto che porti ancora con te? (leggera)
- Che cosa è cambiato di più, da quando eri giovane? (leggera)
- Che cosa ti ha fatto ridere di più nella vita? (leggera)
- Quale oggetto di casa ha una storia che vorresti raccontare? (leggera)
- Che cosa vorresti dire ai tuoi nipoti? (media)
- Che cosa rifaresti e che cosa non rifaresti? (media)
- Di che cosa sei più fiero? (leggera)
- C'è un luogo in cui vorresti tornare? (leggera)
| Tema | Domande | Grado prevalente | Quando |
|---|---|---|---|
| Infanzia e scuola | 8 | leggera | Prima seduta. |
| Lavoro, casa e feste | 8 | leggera | Seconda seduta. |
| Periodi duri | 8 | media o delicata | Quando il nonno è pronto. |
| Consigli e presente | 8 | leggera o media | Ultima seduta. |
Elaborazione propria. Le trentadue domande sono quelle scritte nelle quattro liste di questa pagina.
Per le domande divertenti, scrivi tu le tue: qual è stato il regalo più strano? Quale piatto non mangeresti mai? Chi era il più furbo in famiglia? Una domanda scherzosa può sciogliere il clima e portare a un ricordo vero.
Come si registra e si trascrive l'intervista?
Puoi prendere appunti a mano o registrare. Registrare è comodo, perché non perdi le parole esatte; prendere appunti è meno invadente. In entrambi i casi di' al nonno che cosa fai e perché, e chiedi il suo consenso.
Sulla registrazione di un'intervista a un familiare e sul consenso per usi diversi dalla cerchia familiare non abbiamo letto una fonte del Garante, quindi non scriviamo regole. Sulle immagini online il Garante consiglia il consenso delle persone ritratte 2 (dettagli in Libro dei ricordi fai da te). È un buon criterio di prudenza anche per le registrazioni.
Nelle FAQ su scuola e privacy, lo stesso Garante spiega che le riprese di recite e gite fatte dai genitori sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale, e che serve attenzione alla pubblicazione su Internet e sui social 1. Il contesto è scolastico, quindi lo citiamo solo come esempio dello stesso criterio, non come regola sulle interviste.
Per la trascrizione, riascolta la registrazione entro pochi giorni, mentre il ricordo è fresco. Scrivi le frasi come sono state dette, anche con le ripetizioni, e solo dopo pulisci il testo. Tieni una copia della registrazione e una del testo, in due posti diversi.
| Voce | Che cosa scrivere |
|---|---|
| Data e luogo | Dove ci siete incontrati e quando. |
| Tema | Un solo tema per seduta. |
| Durata | Ora di inizio e di fine. |
| Domande fatte | Le domande, nell'ordine in cui le hai poste. |
| Parole da conservare | Frasi, modi di dire, soprannomi. |
| Nomi e luoghi da verificare | Quello che non sei sicuro di aver capito. |
| Consenso | Che cosa il nonno ha accettato di far leggere e a chi. |
Elaborazione propria. Una scheda per seduta, da conservare insieme alla registrazione.
Come si usano le risposte: libro, albero, regalo?
Un'intervista può produrre più materiale di quanto sembri. Le risposte si possono usare in tre modi, da soli o insieme.
- Un libro di famiglia. Ogni tema diventa un capitolo, con le foto di quel periodo: Libro dei ricordi fai da te spiega come impostarlo.
- Un albero e una linea del tempo. I nomi e i luoghi raccolti diventano la base di una ricerca più ampia, descritta in Storia della famiglia, ricerca e racconto.
- Un regalo. Una selezione di risposte, scritte a mano o stampate, può diventare un dono per un compleanno o per una festa dei nonni.
Quando usi le risposte in un testo che esce dalla cerchia più stretta, ricorda la norma sulle memorie (riguarda chi pubblica lo scritto, non le persone nominate). Memorie familiari e personali confidenziali o relative all'intimità della vita privata non si possono pubblicare senza il consenso dell'autore; dopo la morte occorre quello del coniuge e dei figli 3. Per un nonno che racconta a voce, il consenso va chiesto in modo chiaro: che cosa puoi scrivere, che cosa puoi far leggere, a chi. La norma parla di scritti: se si applichi a un racconto orale trascritto non lo abbiamo letto in nessuna fonte, e per un caso concreto serve un professionista del diritto.
Domande frequenti
Quali domande si possono fare ai nonni?
Domande sull'infanzia, sulla scuola, sul lavoro, sulla casa e sulle feste, più qualche domanda sul presente. Ne proponiamo trentadue, ordinate per tema e per grado di delicatezza.
Quali sono le domande per un'intervista ai nonni sulla loro infanzia?
Per esempio: dove sei nato, com'era la casa, a che cosa giocavi, che soprannome avevi, com'era la strada dove giocavi. Sono domande leggere, adatte a cominciare.
Quali domande divertenti si possono fare ai nonni?
Chiedi del regalo più strano, del piatto che non mangerebbero mai, di chi era il più furbo in famiglia. Una domanda scherzosa può sciogliere il clima e portare a ricordi veri.
Come si fa un'intervista a un nonno?
Scegli un tema solo per seduta, chiedi il permesso di registrare o prendere appunti, parti dalle domande leggere, ascolta senza correggere e chiudi con una domanda leggera. Sono i cinque passi che proponiamo.
Quali domande si possono fare ai nonni sulla scuola?
Per esempio come andavi a scuola e che cosa portavi nella cartella. Lascia spazio a risposte brevi: un ricordo di fatica o di vergogna non va forzato.
Come si parla della guerra con i nonni?
Dopo le altre domande, con delicatezza e senza insistere. Non riportiamo dati storici: ci interessa il ricordo familiare, che è un'altra cosa.
Quanto deve durare un'intervista?
Non abbiamo una fonte. Consigliamo sedute brevi, di una trentina di minuti: è un consiglio di metodo, non un dato.
Posso registrare mio nonno?
Spiega a tuo nonno a che cosa serve e chiedi il suo consenso. Sulle regole per le registrazioni non abbiamo letto fonti del Garante, quindi non le riportiamo.
Posso pubblicare online le foto dei nonni?
Il Garante consiglia di pubblicare immagini di altre persone solo con il loro consenso 2.
Posso mettere in un libro quello che mi ha raccontato mio nonno?
Le memorie familiari confidenziali non si pubblicano senza il consenso dell'autore, e dopo la morte occorre quello di coniuge e figli 3. Chiedi in modo chiaro che cosa puoi scrivere e far leggere. Se la norma valga per un racconto orale trascritto non lo abbiamo letto in una fonte: per un caso concreto chiedi a un professionista.
Fonti
- FAQ «Scuola e privacy», Garante per la protezione dei dati personali. Consultato il 19 ottobre 2026. Data non mostrata sulla pagina; contesto scolastico, citato solo come esempio del criterio dei fini personali.
- Consigli per tutelare la tua privacy se metti immagini online, Garante per la protezione dei dati personali, scheda del novembre 2020. Consultato il 19 ottobre 2026. Scheda divulgativa, non una norma.
- Legge 22 aprile 1941, n. 633, art. 93, Normattiva, testo vigente (atto aggiornato al 12 giugno 2026). Consultato il 19 ottobre 2026